Let Expo Verona 2026
- Stefania Civita
- 11 minuti fa
- Tempo di lettura: 3 min

Ciao a tutti! Siamo i ragazzi della Spes, e vogliamo condividere con voi un’esperienza bellissima che abbiamo appena vissuto: la convivenza a Verona, per la fiera Let Expo 2026.
I nostri educatori ci hanno lanciato una sfida per la partenza: lasciare i nostri cellulari a casa.
All’inizio ci sembrava impossibile riuscirci, ma abbiamo deciso di metterci alla prova.
In treno, invece che scrollare Instagram o guardare video su Youtube, abbiamo fatto i compiti e giocato tra di noi.
Ma, cosa più importante, ci siamo parlati guardandoci negli occhi, senza controllare le notifiche o l’orario ogni due secondi.
Il tempo scorreva veloce, perché ogni mattina era vissuto insieme.
Ogni mattina, ci siamo alzati con il suono delle sveglie tradizionali dei nostri genitori, che a differenza di quelle del telefono, non possono essere posticipate.
Le nostre giornate iniziavano sempre con la Messa, in cui abbiamo potuto pregare, riflettere e ricaricarci insieme.
Subito dopo, in fiera, abbiamo potuto conoscere meglio Eugenio Grimaldi, che come una vera guida, è venuto a parlarci, motivandoci a non mollare mai e seguire sempre i nostri sogni.
Proprio grazie a questa carica, durante il consueto torneo di calcio, abbiamo messo al centro il bene della squadra, lottando l’uno per l’altro. In particolare il nostro portiere Matteo Delgado, è risultato decisivo, aggiudicandosi il premio di miglior giocatore del torneo.
Oltre a quella di calcio, c’è stata un’altra squadra vincente: quella dei ragazzi della redazione, composta da Marco, Samuele, Juan, Kervin e Nelson. I nostri amici hanno vinto la timidezza, ed hanno interagito con moltissime realtà presenti alla fiera, facendo conoscere la Fondazione a quante più persone possibile.
La convivenza è poi proseguita con un bellissimo giro per Verona, in cui abbiamo potuto ammirare la Biblioteca più antica del mondo.

Vivere insieme tutte queste esperienze, ci ha permesso di legare molto tra noi.
Ci ha colpiti tantissimo il fatto che, nonostante ci conoscessimo da anni, sapessimo in realtà così poco l’uno dell’altro.
A questo proposito, abbiamo la testimonianza del nostro amico Juan: “Questa convivenza per me è stata molto speciale, perchè quando ho saputo che il club si divideva e quasi tutti i miei amici erano passati nel gruppo dei più grandi, ero convinto di non riuscire a legare con gli altri, e pensavo che questa convivenza non sarebbe stata cosi bella. Invece, mi sono totalmente sbagliato: questa convivenza è stata molto speciale perchè nessuno si sentiva escluso, non c'erano i soliti gruppetti isolati, eravamo tutti insieme e, anche se la maggior parte di noi è diversa, siamo riusciti a legare. Penso che questa convivenza sia stata molto importante per il club Custodes perché ora siamo più uniti, abbiamo sbagliato tante volte quest’anno, ma sapevamo di poter migliorare, quindi ogni giorno cercavamo di fare le cose giuste. Ed è proprio questo che ci ha resi una famiglia, essere presenti gli uni per gli altri.
Nonostante le giornate intense, non è mai mancata l’occasione per parlare tra noi, ridere e scherzare tutti insieme, senza escludere nessuno”.
Tutti sono riusciti a legare con il gruppo, anche i nuovissimi, come Kervin, che nonostante sia con noi da poche settimane, si sente già parte integrante del Club, ed ha commentato così la
convivenza:
“Era una convivenza inaspettatamente divertente e rinfrescante senza telefono, spero di poter fare la prossima al più presto!”
La sfida finale di questa convivenza è trasformare tutto ciò che di bello abbiamo visto ed ascoltato in forza di volontà ed impegno nella vita di tutti i giorni.
Ma abbiamo capito che, con i nostri amici accanto, nessuna sfida è insormontabile.





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